lunedì, 05 maggio 2008
I titoli di oggi dei maggiori quotidiani d'Italia:
 
Verona, l'agguato dei neonazi (Corriere della Sera)
 
Verona: confessa ultrà neonazista (Il Messaggero)
 
Massacrato dagli ultrà neonazi (La Repubblica)
 
Neonazista confessa: “L’ho massacrato io” (Il Gazzettino)
 
Massacrato per una sigaretta: preso neonazista (Il Giornale)
 
Verona, era un branco di naziskin (La Stampa)
 
Verona, è un pestaggio fascista (L’Unità)
 
Aggressione, c’è la svolta. Confessa ultrà neonazista (Il Verona)
 
 
 
 
 
E poi c'è L'Arena...
 
GIOVANE AGGREDITO, UN ARRESTO (L’Arena)
 
 
postato da: giornalacci alle ore 09:07 | Permalink | commenti (15)
Commenti
#1   05 Maggio 2008 - 09:35
 
Nuovamente si è verificata una totale corrispondenza di intenti tra Tosi e l'Arena (o sarebbe meglio ormai chiamarla "La Renga"?).
Per Tosi non c'entra la politica, per l'Arena nemmeno.
E' un titolo in linea, ancora una volta, con Palazzo Barbieri.
L'importante è che passi il messaggio del sindaco, insomma.
Questo è quello che penso.
utente anonimo

#2   05 Maggio 2008 - 09:41
 
Il commento #1 è mio...
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#3   05 Maggio 2008 - 15:29
 
Un'informazione "al servizio" è come il sonno della ragione: genera mostri. Anche a porta leoni
utente anonimo

#4   05 Maggio 2008 - 17:11
 
Ci sono inviati di tutte le testate e le tv in giro per la città. Vediamo domani se saranno in grado di farci una lezione di giornalismo. Qualche sospetto ce l'ho...
utente anonimo

#5   05 Maggio 2008 - 17:20
 
Avviso ai naviganti: il precedente commento è stato cancellato perchè conteneva una frase offensiva. Con un piccolo sforzo, pensiamo si possano dire le cose come stanno senza ricorrere all'ingiuria.
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#6   09 Maggio 2008 - 18:48
 
Sperandio nell’ordinanza scrive che non c’è «nessun movente politico» e sostiene che l’aggressione è avvenuta per «futili motivi», in particolare per il
rifiuto opposto dalla vittima alla richiesta di una sigaretta da parte del gruppo di giovani (ANSA).
E ADESSO COME LO SPIEGATE???
utente anonimo

#7   09 Maggio 2008 - 19:59
 
Il movente non era politico. Il contesto sì. Credo che la magistratura possa (debba?) fermarsi a questo. Il problema è che il resto lo deve fare la politica, la stampa, la sociologia, i movimenti, le persone. Saremo all'altezza?
utente anonimo

#8   10 Maggio 2008 - 12:35
 
con tutte le testate giornalistiche in città, volevo solo umilmente far notare una cosa, non so se ne siate a conoscenza. Il fatto che uno degli assassini sia stato candidato per Forza Nuova è stato segnalato in maniera anonima ad un paio di giornalisti, dopo un lavoro di ricerca, come dire, militante, non retribuita (una volta si sarebbe parlato di "controinformazione"...). Per dire, una cosa importante - visto il tentativo di dipingere come bullismo un'aggressione invece di chiara matrice fascista, troppo scomoda da denunciare in questa città collusa - a cui nessuno aveva pensato.
Pensato? O sottaciuto?
utente anonimo

#9   10 Maggio 2008 - 14:04
 
#6, tu come spieghi:
- il garantismo a corrente alternata di chi non esita a crocefiggere preventivamente immigrati extracomunitari e simili
- il fatto che il giorno dopo l'Arena, evidentemente accortasi di averla fatta grossa, ha inserito il termine naziskin nel titolo
Secondo te sono definibili naziskin, solo gli iscritti al partito nazionalsocialista tedesco che predicano la soluzione finale contro gli ebrei?
utente anonimo

#10   10 Maggio 2008 - 23:52
 
Ho lavorato su tre dei cinque giovani incarcerati per il delitto di Nicola. Di uno ricordavo vagamente il cognome in una lista di FN presentata nelle elezioni del 13-14 aprile scorso. Ho verificato e non corrispondeva solo il cognome, ma anche il nome. Il capolista però mi ha confermato che si trattava di un caso di omonimia e perciò ho lasciato perdere quella pista, almeno per lui. Poi è venuta fuori la candidatura di Perini, di cui tutti però quelli che lo conoscevano personalmetne mi avevano garantito che non aveva nessuna idea politica particolare. Me lo ritrovo dopo giorni come iscritto a FN e in lista. Posso essere accusato di non aver ben controllato, ma non di aver sottaciuto in questa città collusa, come dici tu #8. Ma più cerco di capire, più mi rendo conto che l'ideologia in tutta la faccianda c'entra come i cavoli a merenda. Sono dei delinquenti aggressivi per natura. Può far comodo etichettarli e a me, che sono cresciuto all'ombra della sinistra, farebbe anche comodo dire che sono fascisti, ma avrei capito poco o niente di cosa li ha spinti ad agire così.
utente anonimo

#11   11 Maggio 2008 - 08:55
 
Mi permetto di dissentire. Qui non si tratta di parlare di fascismo perché fa comodo a chi si trova a sinistra (sarà vero per chi cerca di cavalcare le ultime onde dopo la sconfitta elettorale, non certo per me) ma si tratta di chiamare le cose col loro nome. A Verona buona parte dell'informazione (per non parlare di agenzie educative, amministrazione, questura, opinione pubblica...) fa fatica ad associare l'omicidio ad appartenenze ben precise. La motivazione è appunto che questi si riempivano la bocca ma alla fine erano altre le cose che li spingevano ad agire. Ma, scusate, chi ha mai detto il contrario? Ambienti del radicalismo di destra (dalla curva alle organizzazioni a situazioni meno strutturate) è DA ANNI che coltivano e fomentano lì dove è più facile colpire, nel vuoto, lì dove la violenza può essere controllata, tornare utile. Lo squadrismo, anche storicamente!, ha sempre pescato nel disagio. Lo squadrismo non è formato da fini intellettuali o da persone da convinzioni politiche ponderate! Ma scherziamo!
Perché noi veronesi non riusciamo a dircele queste cose, perché non si può partire da semplici constatazioni, e cioè che aver per lo meno sottovalutato la questione (dell'appoggio più o meno palese a certe frange da parte di rappresentanti politici, ad esempio) ha contribuito a creare un clima di legittimazione - anche involontaria - che ha permesso ai più giovani e sprovveduti di sentirsi protetti. Sui muri, sui forum, alle manifestazioni fasciste, allo stadio si sente "Verona è nostra". Qualcuno si sente impunito, qualcuno si sente forte non solo per i numeri che può spendere, ma per un'omertà assolutamente trasversale che tiene a galla tazzismi e fascismi altrimenti inguardabili.

E poi, mi permetto: fatto direi piuttosto grave che tu senta il capolista di FN, ti dica essere un caso di omonimia e tu ci creda. Hai peccato come minimo di ingenuità e di poca memoria storica (quella legata all'eversione nera).
utente anonimo

#12   11 Maggio 2008 - 08:59
 
... se è per questo, a proposito di fascisti che si smarcano dall'essere in qualche modo della stessa pasta di quelli che l'hanno fatta fuori da vasino, basta andare sul sito di Forza Nuova Verona, in bella vista rimane il comunicato con cui si minacciano querele a chi osa associare il simbolo FN all'assassinio, loro non c'entrano assolutamente niente... ancora fumo negli occhi.
utente anonimo

#13   11 Maggio 2008 - 09:20
 
Caro #11 sarò anche ingenuo ma so contare: se la data di nascita registrata sulla lista non corrisponde con quella di uno dei 5 che pure porta lo stesso nome, io potrei essere ingenuo ma potrebbero anche essere falsi i documenti in base ai quali è stato iscritto in lista. Resto comunque convinto che sproloqui a destra e a sinistra facciano solo fumo: mi preoccupa di più la copertura di amici, parenti, compaesani, anche delle cosiddette agenzie educative che hanno una risposta per tutto meno che per evitare che certe cose accadano.
utente anonimo

#14   11 Maggio 2008 - 09:44
 
Dire che alcune cose preoccupano e di altre non si può parlare, continua a far parte - dal mio personale punto di vista - di un atteggiamento che a Verona comincia a fare scuola. Ci sono voluti anni per poter affermare che piazza Fontana fu "strage di Stato", in cui gli esecutori erano legati all'eversione nera ma i mandanti andavano ricercati altrove. Dire che gli assassini di Tommasoli sono dei neofascisti (decerebrati, ingenui, vuoti, l'aggettivo che vuoi, ma nel brodo neofascista sono cresciuti!!!) mi sembra il minimo per chi ricerca la verità, al di là delle buffonate buoniste, al di là dei goffi tentativi di recuperare con strumenti spuntati una gioventù alla sbando, nutrita dal disprezzo condiviso (a scuola, in tv, nelle istituzioni, allo stadio, in famiglia...). Solo un mese fa in una scuola alcuni studenti proponevano un'assemblea sull'antifascismo, il preside ha cercato di imporre la presenza anche di un fascista dichiarato. Come se l'antifascismo fosse un concetto che vive solo in contrapposizione ad un altro concetto, di valore uguale e contrario, non il presupposto per una società basata sulla convivenza e lo sviluppo (e non sulla prevaricazione e l'assoggettamento!).
Questa è la pacificazione nazionale, baby.
Se veramente qualcuno vuole cambiare le cose ed è seriamente preoccupato della situazione (e lo dovremo essere tutti), abbia il coraggio di chiamare le cose col loro nome. Gli accorati appelli contro una generica violenza non servono a nulla se è di questa violenza che si nutrono le esistenze vuote: una violenza identitaria che è malsana risposta reattiva proprio nei confronti di chi adesso si strugge e non capisce.

ps: chi ha svelato il mistero di Perini ha incrociato i dati (senza strumenti né agganci di chissà qual tipo) e le date coincidevano.
utente anonimo

#15   11 Maggio 2008 - 21:31
 
Ok per Perini, ma il sospetto era su un altro. Ciao e grazie della riflessione.
utente anonimo

Commenti

categoria:autocensura